Calcoli renali, fare sesso tre volte a settimana e bere tanto la ricetta migliore per combatterli
Bere tanto, muoversi e fare l'amore almeno tre volte alla settimana. Il sesso potrebbe entrare in ricetta medica dopo uno studio pubblicato su 'Urology' da un gruppo di medici turchi, che hanno dimostrato come l'attività sessuale faciliti l'espulsione spontanea dei calcoli uretrali. Avere rapporti frequenti, addirittura, sembrerebbe funzionare meglio dei farmaci che aiutano a eliminare il 'sassolinò per vie naturali. Risultati commentati con interesse dagli esperti della Società italiana di andrologia, che per spiegare le conclusioni dei colleghi chiamano in causa i possibili effetti delle endorfine. I cosiddetti ormoni del piacere. «Il movimento meccanico del rapporto sessuale e l'azione miorilassante delle endorfine rilasciate durante l'orgasmo - ipotizza Giorgio Franco, presidente della Sia - potrebbero essere alla base di una più semplice e rapida espulsione dei piccoli calcoli posizionati nel tratto finale dell'uretere. Una conclusione curiosa, che deve portare clinici e ricercatori a riflettere su possibili alternative terapeutiche alle attuali, che potrebbero avere ripercussioni positive anche in termini di costi sanitari diretti (terapia farmacologica e chirurgica) e indiretti (giornate lavoro perse)».
La ricerca condotta dal Dipartimento di Urologia del Training and Research Hospital di Ankara ha coinvolto pazienti maschi, maggiorenni, con colica renale o diagnosi di calcolo ureterale, suddivisi a caso in 3 gruppi. Dei 90 uomini che rispondevano ai criteri di inclusione, 75 hanno completato lo studio durato 4 settimane. Al primo gruppo è stata data come unica indicazione quella di avere almeno 3 rapporti sessuali a settimana, al secondo è stato somministrato un farmaco alfa-litico, al terzo solo una terapia sintomatica (gruppo controllo). Dopo 2 settimane gli autori hanno osservato che nel primo gruppo la percentuale di espulsioni spontanee dei calcoli era quasi doppia rispetto al gruppo 2 (84% contro 47%), mentre il terzo mostrava la percentuale più bassa (34%). A 4 settimane il 93,5% dei pazienti del gruppo 1, l'81% del gruppo 2 e il 78% del 3 avevano espulso spontaneamente i calcoli. «La calcolosi renale è una patologia in aumento anche a causa di una maggiore assunzione di proteine dalla dieta - ricorda Mauro Silvani, responsabile della Struttura complessa di urologia dell'Asl di Biella - Il normale approccio terapeutico alla colica renale causata da calcoli di dimensioni inferiori ai 6 millimetri prevede la somministrazione di alfa-bloccanti, uniti all'assunzione di abbondante acqua, agli antispastici e al suggerimento di camminare, correre e saltellare, compatibilmente con le condizioni di salute del paziente. Se dopo 4 settimane il calcolo non viene espulso per via naturale, diventa indispensabile intervenire chirurgicamente per ridurre il rischio di esclusione funzionale del rene».
Curiosita e vario
giovedì 3 dicembre 2015
lunedì 16 novembre 2015
Energie rinnovabili
Energie rinnovabili
Le energie rinnovabili sono fonti di energia il cui utilizzo non intacca, né pregiudica le risorse naturali a disposizione dell'uomo. Queste fonti di energia si rigenerano dopo ogni ciclo di utilizzo e, quindi, sono inesauribili. Alcune fonti rinnovabili sono disponibili in grande quantità e non risentono dello sfruttamento da parte dell'uomo. Un esempio tipico di energia rinnovabile è l'energia solare. Il pianeta Terra viene continuamente irraggiato dal flusso di energia rinnovabile che l'uomo può utilizzare o meno.
Altre fonti rinnovabili, invece, possono diventare esauribili quando l'uomo esagera l'utilizzo. Queste fonti sono dette energie rinnovabili esauribili. Ad esempio, il legno è una risorsa rinnovabile poiché alcuni alberi sono tagliati mentre altri nascono. Tuttavia, se il numero di alberi tagliati è superiore a quelli che nascono, l'eccesso di utilizzo ( flusso ) causerà la riduzione progressiva della foresta ( stock ) nel corso del tempo, fino a farla scomparire del tutto. In questo secondo caso l'eccessivo sfruttamento ha trasformato una risorsa rinnovabile in una risorsa esauribile.
Le principali fonti di energia rinnovabile
Le fonti di energia rinnovabili sono quelle il cui utilizzo non pregiudica la disponibilità in futuro. Per trovare le fonti rinnovabili è sufficiente ricordare questa caratteristica. Qui di seguito elenchiamo le principali fonti di energia rinnovabile utilizzate dall'uomo:
- L'energia solare. È la fonte rinnovabile più conosciuta ed è utilizzata per produrre calore e, grazie alla tecnologia fotovoltaica, per produrre elettricità.
- L'energia eolica. È la fonte di energia generata dal vento, dallo spostamento continuo delle masse d'aria. Può essere trasformata direttamente in energia meccanica ( es. mulini a vento ) e indirettamente in elettricità ( es. pale eoliche ). L'energia dal vento è una delle fonti di energia rinnovabile più antiche. Per millenni è stata l'unica fonte di energia per la navigazione marittima su grandi distanze.
- Le biomasse. Sono risorse organiche ( biologiche ) che possono essere utilizzate come combustibili e/o carburanti. Ad esempio, gli scarti della lavorazione agroalimentare possono essere impiegati come materia prima per produrre energia termica ( calore ) tramite la combustione. Alcune sostanze organiche ( es. zucchero, cereali, oli, ecc. ) possono essere trasformati in biocarburanti.
- La geotermia. È l'energia della Terra e il calore proveniente dal sottosuolo. La temperatura aumenta nelle profondità terrestri. In alcune zone la differenza termica tra gli strati superficiali e quelli sotterranei è maggiore e può essere sfruttata per riscaldare e creare un moto di circolazione naturale dei liquidi.
- L'energia idraulica. È lo spostamnto delle masse d'acqua. Le principali fonti di energia idraulica sono generate dal ciclo naturale dell'acqua, dalle onde e dalle maree.
Le fonti di energia fossile ( petrolio, carbone, gas naturale ) e la fonte nucleare ( uranio, plutonio) sono, invece, da considerarsi delle risorse limitate e non rinnovabili. Possono essere utilizzate soltanto una volta e non si riproducono naturalmente nel breve periodo di tempo.
Le energie rinnovabili e la prima legge della termodinamica
Le fonti di energia rinnovabili si rigenerano dopo l'utilizzo. Questo potrebbe apparentemente violare il primo postulato della termodinamica, in base al quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Le fonti rinnovabili non nascono dal nulla, sono frutto di un processo naturale che le origina. Ad esempio, l'energia solare è generata dal Sole continuamente e i raggi solari la veicolano nello spazio verso ogni direzione. L'uomo può utilizzare o meno l'energia solare, quest'ultima viene continuamente prodotta. Una risorsa rinnovabile esauribile ( es. boschi, pesci, ecc. ) si riproduce nel tempo a un determinato tasso di rigenerazione che deve essere necessariamente superiore al tasso di sfruttamento ( o tasso d'uso ) da parte dell'uomo..
Occorre specificare che l'aggettivo "rinnovabile" ha significato soltanto in un orizzonte temporale molto breve,dal punto di vista dell'uomo. Una risorsa esauribile potrebbe diventare rinnovabile nel lungo periodo, in una scala temporale più ampia. Ad esempio,il petrolio è considerato una risorsa esauribile ( non rinnovabile ). Quando utilizziamo il petrolio in una combustione, questo si trasforma in modo irreversibile in calore, scorie e gas. Una volta utilizzato non è possibile riprodurre il petrolio.
Tuttavia, in una scala temporale più grande, in tempi geologici, anche il petrolio è una risorsa rinnovabile poiché viene generata da un processo di formazione naturale, a partire dalle sostanze organiche vegetali poste per milioni di anni in particolari condizioni ambientali. Quando parliamo di energie rinnovabili, ci riferiamo essenzialmente alla capacità delle risorse e delle fonti di energia di rigenerarsi nel breve periodo
il genoma oscuro
Il Genoma oscuro
Gli anni ’10 del nuovo millennio appartengono senza dubbio al genoma. Il 15 febbraio del 2001, due studi appaiono contemporaneamente sulle maggiori riviste scientifiche generaliste, Science e Nature: annunciano che il genoma umano è stato sequenziato. Una vera e propria corsa alla pubblicazione: da una parte c’é Craig Venter, il visionario scienziato-imprenditore della Celera Genomics (che farà molto parlare di sé per tutto il decennio); dall’altra c’é l’International Human Genome Mapping Consortium, un progetto finanziato con soldi pubblici.
Non era che l’inizio. Tanto per cominciare ci si aspettava almeno 100.000 geni impacchettati in 3 miliardi di basi, e ne sono stati trovati molti meno (il conto, ad oggi, dice 21.000). Non solo: le regioni che codificano per le proteine (quello che sembrava lo scopo principe del Dna) rappresentano appena l’ 1,5%. Possibile che il restante 98,5% sia spazzatura o ridondanza? Da subito, quindi, appare chiaro che ci deve essere, da qualche parte, una “ materia genetica oscura”: un sistema di controllo molto, molto più complesso di quanto non si pensasse.
Edward Rubin e Len Pennacchio del Joint Genome Institute di Walnut Creek (California) avanzano l’ipotesi che questo Dna di scarto serva a regolare il funzionamento dei geni. Presto è chiaro che di Dna spazzatura ce n’è ancora di più, quando gli scienziati capiscono esattamente quali geni vengono trascritti in Rna. Prima di quel momento, si credeva che la maggior parte dell’Rna presente nelle cellule fosse messaggero (quello che porta l’informazione ai ribosomi, le strutture che fabbricano le proteine assemblando gli aminoacidi). La prova che non è così arriva nel 2007, dallo studio di Ewan Birney dello European Bioinformatics Institute. Altri studi mostrano, poi, che l’Rna stesso gioca un ruolo primario nella regolazione dei geni e di altri meccanismi cellulari, come anche molte proteine (effetto epigenetico). Oggi sappiamo che, con una tecnica nota come interferenza a Rna, è possibile spegnere i geni (si tratta, infatti, di un meccanismo biologico per cui, inserendo in una cellula un doppio filamento di Rna corrispondente a un dato gene, questo viene “silenziato”). La scoperta valse il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia a Andrew Fire e Craig Mello nel 2006.
giovedì 12 novembre 2015
Il luogo più silenzioso del mondo
Il luogo meno rumoroso del mondo non è una sperduta valle alpina, ma un asettico laboratorio americano. Così silenzioso che può far impazzire. Ma a cosa serve?
Siete alla ricerca di pace, tranquillità e assoluto silenzio? La camera anecoica degli Orfield Labs di Minneapolis, Stati Uniti, è il luogo che fa per voi: nel 2008 è entrata nel Guinness dei Primati come il luogo più silenzioso del mondo. Così silenzioso che nel giro di meno di un'ora può portare allo squilibrio mentale chi si trova al suo interno.
Shhh! La stanza dei silenzio è costruita in modo da annullare completamente sia i rumori provenienti dall'esterno sia la riflessione sulle pareti interne dei suoni prodotti da dentro. È formata da due camere costruite una dentro l'altra: quella più interna, cuore dell'intera struttura, è isolata dal resto del mondo da uno strato di fibra di vetro spesso 1 metro e le sue pareti sono rivestite da una curiosa tappezzeria tridimensionale in schiuma sintetica capace di spezzare e assorbire il 99% delle onde sonore.
Le misurazioni all'interno del locale hanno stabilito la sua rumorosità di fondo in -9,4dB. Per farsi un'idea di cosa questo significhi basta tener presente che 0dB è la soglia dell'udibile per l'orecchio umano e 30 dB è il volume dei suoni che si sentono normalmente di notte nelle nostre stanze da letto.
Senza sensi. Entrando in questo locale si diventa insomma l'unica fonte di rumore. E una volta che il nostro udito si è abituato al silenzio assoluto, inizia a percepire tutti i suoni prodotti dal nostro corpo: il battito cardiaco, lo scorrere del sangue nelle vene, l'aria che entra e esce dai nostri polmoni. L'esperienza può risultare così estrema da far perdere l'equilibrio fisico e psicologico a chi soggiorna al suo interno.
Steven Orfield, responsabile della struttura, spiega che all'interno della sua camera anecoica (cioè priva di eco), una volta spente le luci, è possibile sperimentare la più completa privazione sensoriale: i giornalisti e le persone che hanno deciso di sfidare la stanza hanno resistito all'interno per poco: alcuni solo per qualche secondo; chi ha resistito un quarto d’ora è uscito in preda a claustrofobia, nausea, attacchi di panico, allucinazioni uditive. Il record di permanenza, di ben 45 minuti, spetta allo scrittore George Foy, cultore dei luoghi silenziosi.
Siete alla ricerca di pace, tranquillità e assoluto silenzio? La camera anecoica degli Orfield Labs di Minneapolis, Stati Uniti, è il luogo che fa per voi: nel 2008 è entrata nel Guinness dei Primati come il luogo più silenzioso del mondo. Così silenzioso che nel giro di meno di un'ora può portare allo squilibrio mentale chi si trova al suo interno.
Shhh! La stanza dei silenzio è costruita in modo da annullare completamente sia i rumori provenienti dall'esterno sia la riflessione sulle pareti interne dei suoni prodotti da dentro. È formata da due camere costruite una dentro l'altra: quella più interna, cuore dell'intera struttura, è isolata dal resto del mondo da uno strato di fibra di vetro spesso 1 metro e le sue pareti sono rivestite da una curiosa tappezzeria tridimensionale in schiuma sintetica capace di spezzare e assorbire il 99% delle onde sonore.
Le misurazioni all'interno del locale hanno stabilito la sua rumorosità di fondo in -9,4dB. Per farsi un'idea di cosa questo significhi basta tener presente che 0dB è la soglia dell'udibile per l'orecchio umano e 30 dB è il volume dei suoni che si sentono normalmente di notte nelle nostre stanze da letto.
Senza sensi. Entrando in questo locale si diventa insomma l'unica fonte di rumore. E una volta che il nostro udito si è abituato al silenzio assoluto, inizia a percepire tutti i suoni prodotti dal nostro corpo: il battito cardiaco, lo scorrere del sangue nelle vene, l'aria che entra e esce dai nostri polmoni. L'esperienza può risultare così estrema da far perdere l'equilibrio fisico e psicologico a chi soggiorna al suo interno.
Steven Orfield, responsabile della struttura, spiega che all'interno della sua camera anecoica (cioè priva di eco), una volta spente le luci, è possibile sperimentare la più completa privazione sensoriale: i giornalisti e le persone che hanno deciso di sfidare la stanza hanno resistito all'interno per poco: alcuni solo per qualche secondo; chi ha resistito un quarto d’ora è uscito in preda a claustrofobia, nausea, attacchi di panico, allucinazioni uditive. Il record di permanenza, di ben 45 minuti, spetta allo scrittore George Foy, cultore dei luoghi silenziosi.
Due milioni di neuroni artificiali che imparano a parlare
Due milioni di neuroni artificiali che imparano a parlare
L'apprendimento del linguaggio secondo modalità simili a quelle del cervello umano può avvenire senza un programma predefinito per l'elaborazione delle informazioni. Lo dimostra un nuovo modello cognitivo realizzato dall'università di Sassari denominato ANNABELL, in cui due milioni di neuroni artificiali hanno imparato a rispondere agli input umani con un repertorio di 500 frasi senza avere conoscenze a priori
Può contare su ben due milioni di neuroni artificiali interconnessi un nuovo modello cognitivo simulato al computer, sviluppato da un gruppo di ricerca dell'Università di Sassari guidato da Bruno Golosio, in collaborazione con l'Università di Plymouth, nel Regno Unito, e descritto sulla rivista PLOS ONE: denominato ANNABELL (Artificial Neural Network with Adaptive Behavior Exploited for Language Learning), può imparare a parlare senza alcuna conoscenza a priori della struttura delle frasi e del significato delle parole, solo interloquendo con un essere umano.
Come fa il nostro cervello a sviluppare la capacità di svolgere funzioni cognitive complesse, come quelle necessarie per il linguaggio e il ragionamento? Qualche parziale risposta a questa difficile domanda può scaturire dall'incontro delle diverse conoscenze sulla struttura e sul funzionamento sistema nervoso centrale ottenute da studi di neuroscienze e psicologia cognitiva.
Il cervello umano è costituito da cento miliardi di neuroni che comunicano tramite segnali elettrici, la cui produzione e trasmissione avviene secondo meccanismi ben noti. Le tecniche di imaging cerebrale, come la risonanza magnetica funzionale, hanno inoltre permesso di chiarire quali aree - o addirittura quali popolazioni neuronali - sono coinvolte nelle varie attività.
Per andare oltre, occorre però un modello in grado di descrivere i meccanismi con cui il cervello riesce a elaborare le informazioni. Fin dagli anni sessanta, uno dei modelli di maggiore successo è quello computazionale, in cui il cervello è assimilato a un computer. La differenza più evidente è che mentre i computer funzionano grazie a uno o più programmi che codificano le regole da seguire per gestire le informazioni, non vi sono prove
che nel cervello esista qualcosa di analogo. Secondo una linea di pensiero, tuttavia, questo programma non è necessario: per sviluppare capacità cognitive superiori è sufficiente interagire con l'ambiente, a partire da una conoscenza innata molto ristretta.
Più nello specifico, nell'approccio denominato connessionista, i processi mentali possono essere modellizzati come processi mentali "emergenti" da reti di unità di elaborazione interconnesse: il modello più utilizzato in questo senso è quello delle reti neurali artificiali (artificial neural network, ANN), modelli matematici che riproducendo i circuiti di neuroni biologici rendono conto di differenti aspetti della cognizione umana, tra cui la percezione, la memoria, l'attenzione, gli schemi di riconoscimento e il linguaggio.
In questa prospettiva è stato sviluppato il modello ANNABELL, un'architettura neurale cognitiva, implementata su un computer ad alte prestazioni, nata con lo scopo di comprendere i processi cognitivi coinvolti nelle prime fasi dello sviluppo del linguaggio nei bambini. Le sue unità di base sono neuroni artificiali - vale a dire costrutti matematici che imitano il funzionamento dei neuroni degli esseri viventi - connessi tra loro ma senza un programma predefinito: il sistema è una tabula rasa, nel senso che non esiste in esso un programma predefinito che definisca a priori la struttura delle frasi o il significato delle parole.
La capacità di apprendimento di ANNABELL si basa su due meccanismi fondamentali che caratterizzano il cervello umano: la plasticità sinaptica e il gating neurale. Nel primo caso si tratta della capacità di una connessione tra due neuroni di aumentare la propria efficienza quando sono attivati spesso simultaneamente, a vantaggio dei meccanismi di apprendimento e di memoria.
Il gating neurale è invece la capacità di alcuni neuroni, definiti bistabili, di funzionare come interruttori che controllano l'attivazione o la disattivazione di altri neuroni: nella posizione “aperto” dell'interruttore, il neurone bistabile trasmette il segnale da una parte del cervello all'altra, altrimenti lo blocca.
Grazie a questi due meccanismi di base, ANNABELL è in grado di adattarsi velocemente agli input forniti da un essere umano, a partire da database codificati in studi passati sulle frasi che ricorrono nel linguaggio nei bambini in età prescolare, come "Che cosa fa tuo padre?", "Hai un fratello?", "Che gioco ti piace?". In seguito a una fase di addestramento con questo database, ANNABELL si è dimostrato capace di impersonare una bambina di quattro anni, sostenendo efficacemente dialoghi come "Il tuo amico è più grande di te?" "No è più piccolo". Con un altro database di partenza, il dialogo può assumere la forma "Che cos'è una tartaruga?" "E' un animale" "Che tipo di animale?" "Un rettile".
Complessivamente, a partire da 1500 frasi di input, ANNABELL ha dimostrato di poter imparare in qualche misura il linguaggio umano, rispondendo con un repertorio di circa 500 frasi, comprendenti sostantivi, verbi, aggettivi, pronomi e altri sintagmi
L'apprendimento del linguaggio secondo modalità simili a quelle del cervello umano può avvenire senza un programma predefinito per l'elaborazione delle informazioni. Lo dimostra un nuovo modello cognitivo realizzato dall'università di Sassari denominato ANNABELL, in cui due milioni di neuroni artificiali hanno imparato a rispondere agli input umani con un repertorio di 500 frasi senza avere conoscenze a priori
Può contare su ben due milioni di neuroni artificiali interconnessi un nuovo modello cognitivo simulato al computer, sviluppato da un gruppo di ricerca dell'Università di Sassari guidato da Bruno Golosio, in collaborazione con l'Università di Plymouth, nel Regno Unito, e descritto sulla rivista PLOS ONE: denominato ANNABELL (Artificial Neural Network with Adaptive Behavior Exploited for Language Learning), può imparare a parlare senza alcuna conoscenza a priori della struttura delle frasi e del significato delle parole, solo interloquendo con un essere umano.
Come fa il nostro cervello a sviluppare la capacità di svolgere funzioni cognitive complesse, come quelle necessarie per il linguaggio e il ragionamento? Qualche parziale risposta a questa difficile domanda può scaturire dall'incontro delle diverse conoscenze sulla struttura e sul funzionamento sistema nervoso centrale ottenute da studi di neuroscienze e psicologia cognitiva.
Il cervello umano è costituito da cento miliardi di neuroni che comunicano tramite segnali elettrici, la cui produzione e trasmissione avviene secondo meccanismi ben noti. Le tecniche di imaging cerebrale, come la risonanza magnetica funzionale, hanno inoltre permesso di chiarire quali aree - o addirittura quali popolazioni neuronali - sono coinvolte nelle varie attività.
Per andare oltre, occorre però un modello in grado di descrivere i meccanismi con cui il cervello riesce a elaborare le informazioni. Fin dagli anni sessanta, uno dei modelli di maggiore successo è quello computazionale, in cui il cervello è assimilato a un computer. La differenza più evidente è che mentre i computer funzionano grazie a uno o più programmi che codificano le regole da seguire per gestire le informazioni, non vi sono prove
Più nello specifico, nell'approccio denominato connessionista, i processi mentali possono essere modellizzati come processi mentali "emergenti" da reti di unità di elaborazione interconnesse: il modello più utilizzato in questo senso è quello delle reti neurali artificiali (artificial neural network, ANN), modelli matematici che riproducendo i circuiti di neuroni biologici rendono conto di differenti aspetti della cognizione umana, tra cui la percezione, la memoria, l'attenzione, gli schemi di riconoscimento e il linguaggio.
In questa prospettiva è stato sviluppato il modello ANNABELL, un'architettura neurale cognitiva, implementata su un computer ad alte prestazioni, nata con lo scopo di comprendere i processi cognitivi coinvolti nelle prime fasi dello sviluppo del linguaggio nei bambini. Le sue unità di base sono neuroni artificiali - vale a dire costrutti matematici che imitano il funzionamento dei neuroni degli esseri viventi - connessi tra loro ma senza un programma predefinito: il sistema è una tabula rasa, nel senso che non esiste in esso un programma predefinito che definisca a priori la struttura delle frasi o il significato delle parole.
La capacità di apprendimento di ANNABELL si basa su due meccanismi fondamentali che caratterizzano il cervello umano: la plasticità sinaptica e il gating neurale. Nel primo caso si tratta della capacità di una connessione tra due neuroni di aumentare la propria efficienza quando sono attivati spesso simultaneamente, a vantaggio dei meccanismi di apprendimento e di memoria.
Il gating neurale è invece la capacità di alcuni neuroni, definiti bistabili, di funzionare come interruttori che controllano l'attivazione o la disattivazione di altri neuroni: nella posizione “aperto” dell'interruttore, il neurone bistabile trasmette il segnale da una parte del cervello all'altra, altrimenti lo blocca.
Grazie a questi due meccanismi di base, ANNABELL è in grado di adattarsi velocemente agli input forniti da un essere umano, a partire da database codificati in studi passati sulle frasi che ricorrono nel linguaggio nei bambini in età prescolare, come "Che cosa fa tuo padre?", "Hai un fratello?", "Che gioco ti piace?". In seguito a una fase di addestramento con questo database, ANNABELL si è dimostrato capace di impersonare una bambina di quattro anni, sostenendo efficacemente dialoghi come "Il tuo amico è più grande di te?" "No è più piccolo". Con un altro database di partenza, il dialogo può assumere la forma "Che cos'è una tartaruga?" "E' un animale" "Che tipo di animale?" "Un rettile".
Complessivamente, a partire da 1500 frasi di input, ANNABELL ha dimostrato di poter imparare in qualche misura il linguaggio umano, rispondendo con un repertorio di circa 500 frasi, comprendenti sostantivi, verbi, aggettivi, pronomi e altri sintagmi
Boom della chirurgia plastica alla vagina
Boom della chirurgia plastica alla vagina: le donne anglosassoni dicono basta ai disagi estetici e problemi di sesso
Dopo labbra, seni e altre parti del corpo, ora le donne hanno trovato un altro modo per ritoccarsi, affidandosi alle mani della chirurgia estetica. Si tratta di un organo molto più intimo: la vagina. La chirurgia della vagina è diventato infatti "una delle più popolari procedure cosmetiche scelte dalle donne", secondo il chirurgo plastico dottor Jennifer Walden, texana, che compie circa tre interventi del genere a settimana.
Decine di donne si sono sottoposte alla chirurgia della vagina, per poter essere guardate in bikini e attillati pantaloni da yoga senza provare più vergogna o disagio. Alcune donne hanno le labbra vaginali troppo lunghe e non riescono a praticare alcune attività sportive come andare a cavallo o in bici, anche solo indossare jeans provoca irritazioni. Per loro il sesso è doloroso, per alcune ci sono forti ripercussioni sull'attività sessuale, spesso assente, per vergogna.
La chirurgia per queste donne è una soluzione, l’intervento si può fare al laser, dura circa un’ora e prevede anestesia totale. Gli Stati Uniti hanno visto un sorprendente 49 per cento di aumento - dalle adolescenti alle pensionate - che pagano i chirurghi plastici per modificare l'aspetto dei loro genitali. Un particolare tipo di 'rimodellamento della vagina' - noto come labiaplasty - viene eseguito sulla labbra, cambiando la forma o le dimensioni delle pieghe esterne e rendendole simmetriche. Molto spesso è effettuato per renderle più piccole.
Altre pazienti si stanno prenotando per sottoporsi alla vaginoplastica, una procedura per ridurre la vagina, di solito dopo il parto o a causa della vecchiaia. Ha detto la dott.ssa Walden: "Si tratta di una procedura in costante aumento in termini di popolarità. Tante donne assicurano di aver cambiato vita. Labbra allargate possono causare disagio quando le donne vestono abiti stretti, o durante il sesso”. Il “National Health Service” britannico dichiara che simili interventi, dal 2010, sono quintuplicati, e un chirurgo londinese conferma che tra il 2013 e il 2014, nel suo studio, sono aumentati dell’80%.
Dopo labbra, seni e altre parti del corpo, ora le donne hanno trovato un altro modo per ritoccarsi, affidandosi alle mani della chirurgia estetica. Si tratta di un organo molto più intimo: la vagina. La chirurgia della vagina è diventato infatti "una delle più popolari procedure cosmetiche scelte dalle donne", secondo il chirurgo plastico dottor Jennifer Walden, texana, che compie circa tre interventi del genere a settimana.
Decine di donne si sono sottoposte alla chirurgia della vagina, per poter essere guardate in bikini e attillati pantaloni da yoga senza provare più vergogna o disagio. Alcune donne hanno le labbra vaginali troppo lunghe e non riescono a praticare alcune attività sportive come andare a cavallo o in bici, anche solo indossare jeans provoca irritazioni. Per loro il sesso è doloroso, per alcune ci sono forti ripercussioni sull'attività sessuale, spesso assente, per vergogna.
La chirurgia per queste donne è una soluzione, l’intervento si può fare al laser, dura circa un’ora e prevede anestesia totale. Gli Stati Uniti hanno visto un sorprendente 49 per cento di aumento - dalle adolescenti alle pensionate - che pagano i chirurghi plastici per modificare l'aspetto dei loro genitali. Un particolare tipo di 'rimodellamento della vagina' - noto come labiaplasty - viene eseguito sulla labbra, cambiando la forma o le dimensioni delle pieghe esterne e rendendole simmetriche. Molto spesso è effettuato per renderle più piccole.
Altre pazienti si stanno prenotando per sottoporsi alla vaginoplastica, una procedura per ridurre la vagina, di solito dopo il parto o a causa della vecchiaia. Ha detto la dott.ssa Walden: "Si tratta di una procedura in costante aumento in termini di popolarità. Tante donne assicurano di aver cambiato vita. Labbra allargate possono causare disagio quando le donne vestono abiti stretti, o durante il sesso”. Il “National Health Service” britannico dichiara che simili interventi, dal 2010, sono quintuplicati, e un chirurgo londinese conferma che tra il 2013 e il 2014, nel suo studio, sono aumentati dell’80%.
Giocare a minecraft
Giocare a minecraft
Dopo averne sentito parlare tanto insistentemente hai deciso di giocare a Minecraft anche tu ma vorresti qualche consiglio su come muovere i primi passi in questo famosissimo titolo? Bene, non è difficile.
Innanzitutto va precisato che Minecraft è un gioco sandbox, pertanto non ha uno scopo preciso o missioni particolari da portare a termine: bisogna impiegare il proprio tempo raccogliendo materiali, costruendo oggetti, edificando rifugi ed evitando l’attacco dei mostri che la notte infestano il mondo del gioco. Ma di questo ci occuperemo più tardi.
Prima devi acquistare il gioco, che costa 19,95 euro ed è disponibile non solo per Windows ma anche per Mac, Linux, dispositivi Android, iPhone/iPad e console per videogiochi. Scommetto che ti piacerà un sacco!
In attesa di scoprire in dettaglio come giocare a Minecraft voglio dirti velocemente come scaricare il gioco e come creare un account sul suo sito ufficiale (operazione indispensabile per accedere al titolo). Dunque, il primo passo che devi compiere è collegarti al sito Web di Minecraft e cliccare sul pulsante Get Minecraft.
Nella pagina che si apre, compila il modulo di registrazione inserendo il tuo indirizzo di posta elettronica e una password per proteggere l’account. Dopodiché fai click sul pulsante Create account, inserisci i dati della tua carta di credito per acquistare il gioco e procedi al suo download cliccando sulla voce Minecraft.exe.
A scaricamento ultimato, avvia l’eseguibile Minecraft.exe. Se ti viene mostrato un messaggio d’errore probabilmente non hai installato il software Java sul tuo computer: rimedia subito, è gratis.
Nella schermata iniziale di Minecraft, inserisci i dati dell’account che hai creato sul sito del gioco e clicca prima su Log In e poi su Play. Per tradurre i menu in italiano recati dunque nella sezione Options > Language e seleziona la voce Italiano (Italia) dalla pagina che si apre.
A questo punto, avvia una nuova partita e scegli di creare un nuovo mondo. Ci sono tre modalità di gioco a disposizione: quella Creativa in cui ci sono risorse illimitate, quella Sopravvivenza in cui bisogna procurarsi le risorse e quella Estrema che è molto difficile e concede una sola vita al giocatore.
Ecco il motivo per il quale prima di ogni altra cosa devi costruirti un rifugio, e devi farlo prima che si faccia notte. Tieni presente che il ciclo giorno/notte in Minecraft dura 20 minuti: 10 minuti di giorno, 1 minuto e mezzo di tramonto, 7 minuti di notte e un 1 e mezzo di alba.
Per costruire il tuo rifugio devi compiere le due operazioni che danno il nome al gioco: il mining e il crafting. La prima consiste nella raccolta di materiale per la costruzione di attrezzi da lavoro, armi ed edifici, la seconda invece è la combinazione dei materiali raccolti in precedenza per dar vita a oggetti di vario genere.
All’inizio del gioco puoi contare solo sulle mani nude per raccogliere i materiali da usare per costruire attrezzi ed edifici. Recati dunque vicino agli alberi e tieni premuto il tasto sinistro del mouse per raccogliere una buona quantità di legna.
Successivamente, accedi all’inventario del gioco e utilizza la griglia 2×2 presente in esso per creare un banco da lavoro grazie al quale costruire nuovi attrezzi. La procedura da seguire è semplicissima: non devi far altro che selezionare il legno grezzo dalla parte bassa dello schermo e spostarlo in una qualsiasi delle celle della griglia in modo da ottenere quattro assi di quercia.
Una volta ottenute le assi, selezionale con il click sinistro e usa il tasto destro del mouse per distribuirle in tutte e quattro le celle della griglia: così otterrai il tuo banco da lavoro. Inserisci quindi il banco al primo posto dell’inventario e rilascialo in un punto qualsiasi del mondo di Minecraft facendo click sinistro.
Ora fai click destro sul tavolo da lavoro e vedrai comparire una griglia 3×3 grazie alla quale creare strumenti complessi per facilitare il mining. Ecco qualche esempio.
Per creare un edificio non devi far altro che inserire al primo posto dell’inventario il materiale in cui costruirla (es. legno) e rilasciare i vari blocchi che la compongono in un punto qualsiasi del mondo di Minecraft usando il tasto sinistro del mouse. Successivamente potrai arricchire il rifugio con finestre e altre decorazioni, rinforzarlo con della roccia e modificarlo in altri modi.
Come avrai sicuramente notato dal menu iniziale, Minecraft può essere giocato anche in modalità multiplayer online. Basta collegarsi a un server fra i tanti disponibili in Rete e cominciare la propria avventura con altri utenti collegati da ogni angolo del globo.
Esistono server con modalità di gioco e regole diverse. Alle modalità standard Creativa, Sopravvivenza ed Estrema si aggiungono varianti modificate del gioco come quella PvP in cui bisogna lottare contro gli altri giocatori, quella RPG che ridefinisce Minecraft in salsa gioco di ruolo e l’elenco potrebbe andare avanti a lungo.
Ti ho spiegato dettagliatamente dove trovare server Minecraft e come entrarci nella mia guida dedicata all’argomento.
Con questo direi che sei riuscito a muovere i tuoi primissimi passi all’interno di questo appassionante gioco, ma ricorda: sei solo all’inizio. Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere il Wiki di Minecraft e di cercare su YouTube dei video in cui viene spiegato come giocare a Minecraft, ce ne sono a bizzeffe, in tutte le lingue del mondo!
https://www.youtube.com/watch?v=0LjjPbdepts&list=PL1xHAKpw1mhF__XaVSTNM510JQU70-bqA
Dopo averne sentito parlare tanto insistentemente hai deciso di giocare a Minecraft anche tu ma vorresti qualche consiglio su come muovere i primi passi in questo famosissimo titolo? Bene, non è difficile.
Innanzitutto va precisato che Minecraft è un gioco sandbox, pertanto non ha uno scopo preciso o missioni particolari da portare a termine: bisogna impiegare il proprio tempo raccogliendo materiali, costruendo oggetti, edificando rifugi ed evitando l’attacco dei mostri che la notte infestano il mondo del gioco. Ma di questo ci occuperemo più tardi.
Prima devi acquistare il gioco, che costa 19,95 euro ed è disponibile non solo per Windows ma anche per Mac, Linux, dispositivi Android, iPhone/iPad e console per videogiochi. Scommetto che ti piacerà un sacco!
In attesa di scoprire in dettaglio come giocare a Minecraft voglio dirti velocemente come scaricare il gioco e come creare un account sul suo sito ufficiale (operazione indispensabile per accedere al titolo). Dunque, il primo passo che devi compiere è collegarti al sito Web di Minecraft e cliccare sul pulsante Get Minecraft.
Nella pagina che si apre, compila il modulo di registrazione inserendo il tuo indirizzo di posta elettronica e una password per proteggere l’account. Dopodiché fai click sul pulsante Create account, inserisci i dati della tua carta di credito per acquistare il gioco e procedi al suo download cliccando sulla voce Minecraft.exe.
A scaricamento ultimato, avvia l’eseguibile Minecraft.exe. Se ti viene mostrato un messaggio d’errore probabilmente non hai installato il software Java sul tuo computer: rimedia subito, è gratis.
Nella schermata iniziale di Minecraft, inserisci i dati dell’account che hai creato sul sito del gioco e clicca prima su Log In e poi su Play. Per tradurre i menu in italiano recati dunque nella sezione Options > Language e seleziona la voce Italiano (Italia) dalla pagina che si apre.
A questo punto, avvia una nuova partita e scegli di creare un nuovo mondo. Ci sono tre modalità di gioco a disposizione: quella Creativa in cui ci sono risorse illimitate, quella Sopravvivenza in cui bisogna procurarsi le risorse e quella Estrema che è molto difficile e concede una sola vita al giocatore.
Demo
Se vuoi, puoi provare Minecraft per circa 100 minuti senza acquistare il gioco. Basta creare un account come appena visto insieme, dopodiché bisogna tornare nella pagina iniziale del sito e cliccare prima sulla voce play the demo (collocata sulla destra) e poi su Download the game (nella pagina che si apre).I comandi
Ora sei in gioco e devi assolutamente imparare i comandi basi per muoverti al suo interno. Questi sono quelli predefiniti, ma nessuno ti vieta di entrare nel menu di Minecraft (premendo Esc) e di cambiarli a tuo piacimento.- Cursore del mouse – muove la telecamera.
- Click sinistro – rompe oggetti, scava, attacca.
- Click destro – posare oggetti e interagire con essi.
- W – avanti (premuto due volte in successione permette di correre).
- S – indietro.
- A – sinistra.
- D – destra.
- Spazio – salto.
- Shift – camminata furtiva.
- E – inventario.
- Q – lascia l’oggetto nelle mani del giocatore
- T – chat (multiplayer).
Ecco il motivo per il quale prima di ogni altra cosa devi costruirti un rifugio, e devi farlo prima che si faccia notte. Tieni presente che il ciclo giorno/notte in Minecraft dura 20 minuti: 10 minuti di giorno, 1 minuto e mezzo di tramonto, 7 minuti di notte e un 1 e mezzo di alba.
Per costruire il tuo rifugio devi compiere le due operazioni che danno il nome al gioco: il mining e il crafting. La prima consiste nella raccolta di materiale per la costruzione di attrezzi da lavoro, armi ed edifici, la seconda invece è la combinazione dei materiali raccolti in precedenza per dar vita a oggetti di vario genere.
All’inizio del gioco puoi contare solo sulle mani nude per raccogliere i materiali da usare per costruire attrezzi ed edifici. Recati dunque vicino agli alberi e tieni premuto il tasto sinistro del mouse per raccogliere una buona quantità di legna.
Successivamente, accedi all’inventario del gioco e utilizza la griglia 2×2 presente in esso per creare un banco da lavoro grazie al quale costruire nuovi attrezzi. La procedura da seguire è semplicissima: non devi far altro che selezionare il legno grezzo dalla parte bassa dello schermo e spostarlo in una qualsiasi delle celle della griglia in modo da ottenere quattro assi di quercia.
Una volta ottenute le assi, selezionale con il click sinistro e usa il tasto destro del mouse per distribuirle in tutte e quattro le celle della griglia: così otterrai il tuo banco da lavoro. Inserisci quindi il banco al primo posto dell’inventario e rilascialo in un punto qualsiasi del mondo di Minecraft facendo click sinistro.
Ora fai click destro sul tavolo da lavoro e vedrai comparire una griglia 3×3 grazie alla quale creare strumenti complessi per facilitare il mining. Ecco qualche esempio.
- Bastoni – inserire due assi di legno una sopra l’altra.
- Pala – assi di legno nel riquadro 2 e bastoni nei riquadri 5 e 8.
- Piccozza – assi di legno nei primi tre riquadri della griglia e bastoni nei riquadri 5 e 8.
- Torcia – carbone grezzo sopra e bastone sotto in un punto qualsiasi della griglia.
Per creare un edificio non devi far altro che inserire al primo posto dell’inventario il materiale in cui costruirla (es. legno) e rilasciare i vari blocchi che la compongono in un punto qualsiasi del mondo di Minecraft usando il tasto sinistro del mouse. Successivamente potrai arricchire il rifugio con finestre e altre decorazioni, rinforzarlo con della roccia e modificarlo in altri modi.
Come avrai sicuramente notato dal menu iniziale, Minecraft può essere giocato anche in modalità multiplayer online. Basta collegarsi a un server fra i tanti disponibili in Rete e cominciare la propria avventura con altri utenti collegati da ogni angolo del globo.
Esistono server con modalità di gioco e regole diverse. Alle modalità standard Creativa, Sopravvivenza ed Estrema si aggiungono varianti modificate del gioco come quella PvP in cui bisogna lottare contro gli altri giocatori, quella RPG che ridefinisce Minecraft in salsa gioco di ruolo e l’elenco potrebbe andare avanti a lungo.
Ti ho spiegato dettagliatamente dove trovare server Minecraft e come entrarci nella mia guida dedicata all’argomento.
Con questo direi che sei riuscito a muovere i tuoi primissimi passi all’interno di questo appassionante gioco, ma ricorda: sei solo all’inizio. Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere il Wiki di Minecraft e di cercare su YouTube dei video in cui viene spiegato come giocare a Minecraft, ce ne sono a bizzeffe, in tutte le lingue del mondo!
https://www.youtube.com/watch?v=0LjjPbdepts&list=PL1xHAKpw1mhF__XaVSTNM510JQU70-bqA
Iscriviti a:
Commenti (Atom)





